I Russi alla Guerra civile americana, articolo del New York Times

Il New York Time e i Russi alla guerra civile americana

In un articolo del 26 Settembre 1863, il quotidiano statunitense New York Times descrive un episodio curioso e non molto conosciuto, i Russi alla guerra civile americana: si tratta dell’arrivo nel porto di New York di una flotta Russa facente parte dello Squadrone del Pacifico, e l’articolista scrive celebrando l’evento come una visita di cortesia, sebbene in realtà la scelta russa aveva ben altre motivazioni.


Perché i Russi parteciparono indirettamente alla guerra civile americana?

Durante la Guerra di secessione americana lo Zar di tutte le Russie e Duca di Finlandia, Alessandro II Romanov, mandò non una, ma ben due flotte della propria marina imperiale verso i porti nordisti di New York e di San Francisco.
Ma per quale motivo lo fece?
Una visita della flotta russa come accenna l’articolista del New York Times?
Un gesto spontaneo dello Zar Alessandro II per sostenere il governo di Lincoln con sede a Washington?

In realtà i motivi non furono quelli: la scelta ha varie motivazioni, ma a pesare soprattutto pesò lo scenario Polacco, con la Rivolta di Gennaio.

Lo scenario Polacco

Stemma della Rivolta di Gennaio, con i simboli delle tre nazioni coinvolte

Essendo in corso una rivolta in Polonia, in quel periodo sotto dominio Russo, c’era la grossa possibilità di un entrata in guerra delle principali potenze europee contro la Russia: il Regno Unito della Gran Bretagna e la Francia.
In concomitanza sempre in quelle nazioni era aperto il dibattito per un eventuale intervento a favore della Confederazione degli Stati Uniti del Sud, in piena guerra con gli Stati Unionisti del Nord.
I Russi capirono che la Guerra civile americana poteva essere un ottimo modo per gestire lo scacchiere a proprio vantaggio.

Con l’invio delle due flotte verso il continente americano, lo Zar per prima cosa si metteva in posizione di vantaggio rispetto agli avversari.
Come secondo motivo rendeva svantaggioso un eventuale entrata in guerra delle potenze rivali al fianco dei separatisti confederati durante la guerra civile.
Infine rendeva il legame di amicizia in corso con gli Stati Unionisti più solido.
Ovviamente il Presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, non rifiutò questo inaspettato aiuto.

Fotografia dello Zar della Russia e Duca di Finlandia Alessandro II Romanov, scattata tra il 1878 e il 1881,, presa dal sito runivers.ru
Fotografia di Ahbraham Lincoln scattata l’8 Novembre 1863 da Alexander Gardner.
Presa da Wikipedia

Lo squadrone russo

Al comando della missione di condurre i Russi alla Guerra civile americana a New York, venne posto il Contrammiraglio Stepan Stepanovič Lesovskij, con l’obiettivo di portare una flotta a New York ufficialmente per una visita.
Come ammiraglia il comandante russo scelse la fregata Aleksandr Nevskij, varata nel 1862 e che avrà una triste fine, ma non è questo l’ambito di cui parlarne.
Questo squadrone russo era composto da diverse imbarcazioni, che partirono da diverse località e giunsero separatamente a New York.

La prima ad arrivare fu la fregata Osljabja, e da quello che sembra da capire venne visitata addirittura dal Presidente Americano Lincoln.
L’ultima invece fu la clipper Almaz.

il Contrammiraglio Stepan Stepanovič Lesovskij
Il Contrammiraglio Stepan Stepanovič Lesovskij, comandante della flotta russa che giunse nel porto di New York durante la Guerra civile americana

E’ mia intenzione scrivere un apposito articolo sugli avvenimenti delle due flotte russe giunte nei porti statunitensi durante la Guerra di Secessione americana.
Per ora mi dedico a descrivere il contenuto dell’articolo, il cui testo originale lo puoi trovare nel sito del New York Times.


I nostri visitatori navali; la flotta russa nel porto. Schizzi delle navi, ufficiali, ecc.

OUR NAVAL VISITORS.; THE RUSSIAN FLEET IN THE HARBOR. SKETCHES OF THE VESSELS, OFFICERS, ETC.

Titolo dell’articolo

Come puoi notare già dal titolo dell’articolo newyorchese, la flotta Russa giunta nel porto non viene citata come alleata nella guerra in corso contro i Stati Confederati, ma come uno squadra navale di visitatori.
Per l’articolista e la popolazione di New York i Russi non giunsero da loro per partecipare alla Guerra civile americana.
Oltre a questo il giornalista specifica che il taglio dell’articolo sarà sulla descrizione delle navi che compongono la flotta e un attenzione al suo equipaggio, con un occhio particolare agli ufficiali.

Il testo dell’articolo del New York Times

Di seguito riporto il contenuto dell’articolo: sebbene in certi punti il testo sia corrotto, è possibile ricostruirlo quasi per intero.

Se ti può interessare. puoi leggere l’articolo originale dal sito del New York Times.

Le navi da guerra dello squadrone russo

L’articolo inizia nel riferire che la cittadinanza ha accolto con euforia l’arrivo dello squadrone russo del Mar Baltico ora ancorato a River Nord.
Le imbarcazioni già arrivate – pienamente equipaggiate – sono cinque e vengono quindi elencate:

  • tre fregate:
    – l’ammiraglia della flotta russa, Aleksandr Nevskij,
    – Peresvet,
    – Osljabja;
  • due corvette:
    – Varjag,
    – Vitjaz.

Vengono elencate anche altre tre navi che secondo il giornalista devono ancora arrivare, tutte clipper:

  • Almaz;
  • Isoumrond;
  • Jahant.

In realtà nei giorni successivi solo la Almaz arriverà a rinforzare la flotta in “visita”.
Non mi è dato sapere il motivo dell’aggiunta delle altre due imbarcazioni nella lista delle navi attese.

fregata russa Aleksandr Nevskij
La fregata russa Aleksandr Nevskij, ammiraglia della flotta russa giunta nel porto di New York durante la guerra civile americana

La bandiera della Marina Militare dell’Impero Russo

L’articolo procede descrivendo il vessillo della Marina Militare dell’Impero Russo, che sventola dalle navi nella parte anteriore: un quadrangolare con ampie barre diagonali di colore blu su sfondo bianco, come da immagine.

Vessillo della marina imperiale russa
Vessillo della marina imperiale russa, ben visibile sulle navi delle flotte giunte nei porti nordisti durante la Guerra di Secessione Americana

Preparativi

La descrizione che compare davanti ai nostri occhi leggendo l’articolista newyorchese è un affresco molto amichevole e festoso.
Sulle navi russe c’è molta frenesia nei preparativi per accogliere una delegazione americana, mentre una banda intona musiche dall’aria russa, che non stridula agli orecchi degli americani presenti che anzi sono attratti da quei suoni.

I movimenti del 25 Settembre 1863

Grazie all’autore scopriamo le manovre eseguite dalle due principali navi, avvenuti il 25 Settembre 1863, il giorno precedente all’articolo.

Alle 09:00 di mattina l’ammiraglia russa Aleksandr Nevskij assieme alla fregata Peresvet, partono dall’Est River aggirando Battery, dirigendosi verso North River.
Qui, alle 09:30, gettano l’ancora in mezzo al fiume di fronte al molo N°8, in attesa di essere raggiunte dalle altre navi.

Descrizione dell’ammiraglia

Inizia la descrizione dell’ammiraglia, definita il fiore all’occhiello della flotta del Contrammiraglio russo Stepan Stepanovič Lesovskij.

L’imbarcazione venne costruita l’anno precedente agli eventi, nel 1862.
È una fregata di prima classe ben costruita e molto solida.
Ha lo stesso sartiame ed esegue le stesse manovre dei vascelli della stessa classe della marina statunitense: infatti è simile al vascello Grand Admiral realizzato proprio a New York prima dello scoppio della Guerra civile americana su ordinazione Russa.

Prende il nome da un personaggio storico: Aleksandr Nevskij, un celebre principe della repubblica di Novgorod e di Vladimir del XIII secolo, considerato eroe nazionale russo.

Caratteristiche della Aleksandr Nevskij

Le caratteristiche del vascello sono le seguenti:

  • lunghezza 300 piedi;
  • larghezza 51 piedi;
  • profondità di presa 25 piedi;
  • tonnellaggio di carico 4.000;
  • potenza 800 cavalli;
  • armamento 50 cannoni Dahlgren di 8 pollici a canna liscia.

Il vascello è splendidamente rifinito e ben arredato.
Ogni cosa dell’Aleksandr Nevskij è ben pulita e in ordine, come d’altronde dovrebbero essere tutte le imbarcazioni – precisa l’articolista.
Sul ponte principale di poppa si trovano i corridoi e la cabina dell’ammiraglio, talmente ben arredata da essere paragonata a un salotto.

L’equipaggio

Il suo equipaggio è composto da 16 ufficiali, venti sottufficiali, e 700 marinai.
A differenza dei vascelli inglesi e americani, non sono imbarcati reparti di marines, dato che sono i stessi marinai a svolgerne i compiti.

Gli ufficiali e i sottufficiali si vestono di blu scuro, indossando cappelli larghi, inclinati in avanti, e circondati da un’ampia fascia dorata.
Portano al fianco un piccolo pugnale lungo circa 18 centimetri.
I marinai si vestono con pantaloni bianchi e camicie azzurre.

Gli ufficiali – sebbene totalmente estranei all’America – conoscono bene le questioni politiche del paese, compresa la lotta in corso tra il Nord e il Sud.
Essi affermano che vorrebbero vedere l’Unione ristabilita, e questo non può che far piacere al pubblico che legge l’articolo del New York Times.

L’elenco dei graduati

Segue l’elenco dei principali graduati:

  • Contrammiraglio Lesovskij;
  • Capitano Mikhail Yakovlevich Federovsky;
  • Comandante, Pilkin;
  • Tenente Capitano Semetshkin;
  • Tenenti:
    – Nicolef,
    – Koscool,
    – Moiselif,
    – Novopilski,
    – Polozof,
    – Sokolof,
    – Vichnlalof;
  • Sottotenente Sasonof;
  • Primo luogotenente Drakof;
  • Secondo luogotenente Petrof;
  • Primo Ingegnere Gansman;
  • Secondo Ingegnere Sargrief;
  • Medico Hohnlskaff;
  • Assistente medico Safkieviez.

L’etichetta navale

La visita del Comandante Filledrowne

Si passa quindi al galateo della marina.
Esattamente alle 12, mentre il reporter si trova a bordo dell’ammiraglia Aleksandr Nevskij, viene avvistata avvicinarsi la nave a vapore statunitense Vanderbilt, con al seguito la chiatta dell’ammiraglio Paulding.
Arrivando a poppa della fregata russa, l’imbarcazione statunitense fa scendere in acqua la chiatta che grazie ai suoi 12 rematori, si affiancarono all’imbarcazione russa.

Nella chiatta statunitense c’è il Comandante Filledrowne, l’ufficiale esecutivo del cantiere della Marina di Brooklyn.
Una volta imbarcato sulla nave, l’ufficiale americano viene immediatamente riconosciuto dalla maggior parte degli ufficiali russi come un vecchio amico, avendo navigato con loro durante la guerra di Crimea nelle acque del Nord dell’Europa.

Filledrowne si stupisce di trovare sull’imbarcazione anche un altro vecchio amico, il recente agente russo a New York che si occupava di studiare i progressi delle armature di ferro sulle imbarcazioni americane.
Persino il reporter del giornale riconosce l’agente russo: infatti durante il viaggio di prova del Montauk, il russo dimostrò una conoscenza completa dell’artiglieria navale.

Il motivo della visita di Filledrowne

Infine Filledrowne viene presentato al Contrammiraglio della flotta russa, e dopo lo scambio dei soliti saluti amichevoli, l’ufficiale statunitense rivelò a Lesovskij che era stato mandato dall’Ammiraglio Paulding per dargli un caloroso e cordiale benvenuto al Porto di New York.
Non solo: le strutture del cantiere navale erano a loro disposizione per qualsiasi riparazione di cui le navi avessero avuto bisogno.
Infine il Contrammiraglio e i suoi ufficiali sono stati invitati a visitare il cantiere, mentre le autorità navali si sarebbero occupati di mostrargli tutto ciò che gli sarebbe interessato vedere.

Da parte sua Lesovskij rispose molto calorosamente al messaggio dell’Ammiraglio statunitense, e inviava i suoi complimenti, sperando di poterlo incontrare a breve.
Ricevuta la risposta, il Comandante Filledrowne abbandona l’imbarcazione russa.

Dall’ammiraglia russa viene issata la bandiera statunitense ed i cannoni sparano i saluti per l’Ammiraglio americano Paulding.
Pochi istanti dopo viene restituito il saluto dalla banchina del cantiere della Marina, per ordine del capitano Richard W. Meade, comandante della Carolina del Nord.

Il galateo navale

Il giornalista si preoccupa di descrivere le peculiarità del galateo navale – come avvenuto nella descrizione precedente – perché generalmente non viene compreso da chi non fa parte di quel mondo.

Quando una nave straniera arriva nei pressi di una nave americana ancorata, un imbarcazione statunitense viene inviata a bordo di quella straniera per accoglierla.
La nave straniera quindi lancia un saluto per l’ammiraglio statunitense, saluto che viene contraccambiato dalla nave di bandiera americano.
Infine il comandante della nave straniera compie per primo la visita verso l’ammiraglio statunitense, e successivamente quest’ultimo ricambia la visita.

Ed ecco spiegato ciò che è avvenuto e raccontato, sottolineando anche che entro due-tre giorni il Contrammiraglio russo farà visita all’ammiraglio Paulding, e successivamente quest’ultimo dopo qualche giorno farà la stessa cosa verso Lesovskij.
Il giornalista deve però fare una precisazione: a differenza di tutte le altre nazioni, il porto americano non ha una nave-bandiera nella parte commerciale del porto, il che rende necessario per gli ufficiali stranieri viaggiare per quasi un miglio per raggiungere la sede dell’autorità navale.

La fregata Osljabja

Il giornalista dedica poco spazio alla fregata Osljabja, descrivendo il grande successo ottenuto dalla visita di una settimana prima del Presidente Lincoln.
All’inizio della settimana successiva l’imbarcazione sarà pronta a ricevere altre visite.

In un passo precedente il giornalista aveva notato che la Osljabja – come d’altronde l’ammiraglia – è splendidamente rifinita e ben arredata.

Descrizione delle altre navi russe

L’attenzione ora passa alle altre imbarcazioni.

La Peresret

La Peresret una fregata a vapore leggermente più piccola dell’ammiraglia, e ben poche sono le informazioni che il giornalista concede:

  • Comandante: il Capitano Kopytoff;
  • armamento: 46 cannonni di 64 libbre a canna liscia.

La Variag

La Variag è una corvetta costruita in Finlandia.

  • Comandante: Lund;
  • lunghezza: 342 piedi;
  • larghezza: 40 piedi;
  • profondità di presa: 23 piedi;
  • tonnellaggio di carico: 1.030;
  • potenza: 360 cavalli;
  • armamento: 17 cannoni di 60 libbre a canna liscia;
  • equipaggio: 309 uomini.

A differenza delle due navi precedenti, il giornalista elenca anche gli ufficiali:

  • I Tenenti:
    – Shaffroff,
    – Bolgowsky,
    – Wernoff
    – Fessum,
    – Tartarinoff,
    – Grinwald,
    – Burr;
  • il Luogotenente Semenoff;
  • gli Ingegneri:
    – Kinito,
    – Kuznisroff.

La Vitjaz

Altra corvetta è la Vitjaz, anch’essa costruita in Finlandia.
Il cronista specifica che si tratta di una veloce imbarcazione a vela, un bel modello di questo genere.
Ha le stesse dimensioni della Variag.

  • Comandante: Cremmer;
  • lunghezza: 342 piedi;
  • larghezza: 40 piedi;
  • profondità di presa: 23 piedi;
  • tonnellaggio di carico: 1.030;
  • potenza: 360 cavalli;
  • armamento: 17 cannoni di 60 libbre a canna liscia;
  • equipaggio: 215 uomini.

Ci segnala anche i Tenenti:

  • Caltovsky,
  • Cashenzeff,
  • Jakobson,
  • Unkovsky,
  • Bouligin,
  • Teperesassaff,
  • Vilken.

Sono presenti anche un certo numero di cadetti, ma non vengono identificati.

corvetta russa Vitjaz
La corvetta russa Vitjaz, della flotta russa giunta nel porto di New York durante la guerra civile americana

La Almaz, la Isoumrond e la Jahant

Il giornalista spiega che le tre clipper attese nel porto:

  • la Almaz;
  • la Isoumrond;
  • e la Jahant;

sono tutte armate con 9 cannoni, ed hanno una potenza di 360 cavalli.
Ci rivela anche il comandante della Almaz: Selenoy.
Delle altre imbarcazioni invece non vengono segnalati i comandanti.
Come detto prima, in realtà solamente la Almaz giungerà a New York, rinforzando il contingente di Russi alla Guerra civile americana.


La lettera del segretario della marina

Grazie ad un ufficiale del cantiere della Marina di Brooklyn – di cui però non viene citato il nome – il giornalista ha la possibilità di leggere e riportare un dispaccio telegrafico giunto da Washington.

L’autore del dispaccio è un amico dell’ufficiale statunitense, il quale afferma che il Segretario della Marina Americana ha inviato una lettera di complimenti al Ministro straordinario russo a Washington, il Signor Stoeckl.

Nella lettera il Segretario afferma di essere “gratificato nell’apprendere che uno squadrone di navi da guerra russe è arrivato a New York allo scopo, si suppone, di visitare quella città”. 
Ovviamente non viene rivelato il vero motivo per cui i Russi alla Guerra civile americana giunsero in città con una flotta di un certo peso.

Il Segretario aggiunge che desidera che siano trasmessi al contrammiraglio russo i complimenti, i migliori auguri , e i sentimenti amichevoli del governo americano.
Inoltre sottolinea con certezza che i servizi del cantiere della Marina di Brooklyn saranno a sua disposizione, se dovesse averne bisogno.
Infine è sicuro che l’ammiraglio Paulding farà visita.

I Russi alla Guerra civile americana con i cannoni statunitensi Dahlgren

It is a gratifying testimony to the merit of our naval artillerists to find on board these Russian vessels the celebrated Dahlgren guns. Those generally used, such as those on the flagship, for instance, are the smooth-bore 68-pounders, which were placed on the main deck of our frigates for years; S[???]nch guns are also used on the spar deck as [???] side aad pivot guns, the larger calibre ordnance not having been adopted yet by foreign nations. The[???] ass howitzers used so frequently in our boats [???] small vessels are also on board the Russian vessels.

Tratto dall’articolo del New York Times

Con orgoglio il giornalista statunitense riferisce che è una testimonianza gratificante trovare a bordo di queste navi russe i famosi cannoni Dahlgren: questo da il giusto merito agli artiglieri navali americani.

Immagine tratta da Wikipedia

Sull’ammiraglia ci sono le 68 libbre a canna liscia.
Questi cannoni sono stati posti sul ponte principale delle fregate statunitensi per anni.
Devo ammettere che non comprendo il resto del capitolo, spero quindi di poter risolvere questo mio personale quesito.


La Marina imperiale dell Russia

Il giornalista è a conoscenza della ristrutturazione e della modernizzazione della flotta della marina militare dell’Impero Russo.
Questa operazione si era resa necessaria dai progressi navali che in poco tempo avevano stravolto le vecchie concezioni.
Noi oggi possiamo dire che gran merito nella ristrutturazione della flotta è dovuto principalmente proprio al lungimirante Zar Alessandro II.

I numeri della Marina Imperiale Russa

Come precisato sopra, il giornalista del New York Times è a conoscenza di queste operazioni, tanto da snocciolare molti numeri interessanti.

  • Le forze navali russe sono operative nei seguenti luoghi:
    – nel Mar Baltico,
    – sul fiume Amoor,
    – all’interno del Mar Bianco,
    – nel bacino del Mar Caspio,
    – sul lago Ural,
    – e nel Mar Nero.
  • Contano un totale di 122 imbarcazioni, delle quali:
    – 9 sono navi di linea,
    – 13 sono fregate.
  • Montano 2.246 cannoni.
  • Sono presidiate da:
    – 355 ufficiali,
    – 453 sottufficiali,
    – 20.485 marinai.
  • Il personale della marina russa comprende:
    – 16 ammiragli,
    – 30 viceammiragli,
    – 39 contrammiragli,
    – 111 capitani di prima classe,
    – 95 capitani di seconda classe,
    – 257 tenenti
    – 396 guardiamarina.
  • L’artiglieria della marina comprende circa 300 ufficiali.
  • Accanto a questo complemento, lo Zar ha uno speciale staff navale.

Il giornalista sostiene che la forza navale russa viene considerata una delle migliori organizzate al mondo.

I movimenti della flotta russa

Il giornalista ammette di essere all’oscuro delle intenzioni future della flotta russa.

Dato che gli ufficiali hanno chiesto all’ammiraglio Paulding informazioni riguardo ai porti atlantici, è opinione generale che lo squadrone russo non dovrebbe rimanere nella baia per molto tempo: dalle tre alle quattro settimane, ed è probabile che dopo i russi contemplino di visitare il resto della costa americana.

In realtà la flotta restò per ben otto mesi, dato che non si trattava di una semplice missione di visita come il giornalista e la quasi totalità della popolazione di New York immaginavano.


I programmi previsti dalla cittadinanza

The arrival of so large reinforcements to the Osliaba will necessitate a change in the programme which had been laid down by the City authorities for the entertainment of her officers. It has been suggested that the contemplated [???] at the Metropolitan Hotel be charged to a [???] Academy of Music. The latter would afford a [???] of our citizens an [???] respects to the Russian [???] would have the additional advantage [???] ladies in the entertainment.

Tratto dall’articolo originale del New York Times

L’arrivo delle altre navi in rinforzo all’Osljabja comporta un cambiamento nel programma che era stato inizialmente stabilito dalle autorità della città per l’intrattenimento degli ufficiali russi.

Purtroppo il testo in questo capitolo è corrotto, e non mi permette di comprendere in pieno ciò che il giornalista voleva scrivere.
Era stato previsto qualcosa [cosa?] al Metropolitan Hotel, ma viene suggerito che venga invece eseguito all’Academy of Music.
“Questa scelta avrebbe permesso ad un [maggior numero?] dei nostri cittadini [?] rispetto ai russi [?] avrebbe il vantaggio aggiuntivo [?] donne nell’intrattenimento.

Parte finale dell’articolo

La parte finale dell’articolo torna ad essere comprensibile.

Molti membri della flotta non hanno mai visitato gli Stati Uniti prima.
Secondo il giornalista i Russi – giudicando il loro comportamento – hanno un alto apprezzamento verso gli americani come popolo, e hanno sentimenti amichevoli verso di loro.
Infine suggerisce che un intrattenimento che permetta ai Russi di vedere qualcosa della vita sociale e dei costumi dei newyorchesi, sarebbe senza dubbio da loro apprezzato.
Quasi tutti i russi comprendono l’inglese, e molti lo parlano correntemente.

Il giornalista chiude l’articolo rivelando che i Russi sono sempre felici di ricevere visitatori a bordo delle loro navi, e durante il loro soggiorno in porto i cittadini newyorchesi, sia le donne che gli uomini, potranno trascorrere ore piacevoli nel visitarli.

Per il giornale New York Times i Russi alla Guerra civile americana parteciparono solamente come semplici visitatori.


L’autore dell’articolo

Davide Bugatti

Autore

Ideatore e il fondatore del progetto Wilusa, oltre a gestire il sito principale – www.wilusa.it – gestisce ed è autore di articoli divulgativi del sito www.guerraepace.it facente sempre parte del progetto.

Appassionato di mitologia e di storia antica.


Rispondi