Da ragazzo è l’erede del regno dei Dardani, da adulto diventa il sovrano della potente città da lui stesso fondata, Troia: Ilo il Giovane, il personaggio della mitologia greca che non solo ha materialmente fondato la città divenuta famosa con la Guerra di Troia cantata da Omero, ma ha saputo compiere le giuste scelte per rendere la sua creazione una solida capitale di un potente regno.
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- La Dardania
- Il regno di Troo
- La fondazione di Troia
- L’eredità di Troo
La Dardania
L’inizio della storia di questo protagonista della mitologia greca ha come sfondo geografico la Dardania, una regione dell’Asia Minore, sulla riva dell’Ellesponto.
Erede al trono
Ilo il Giovane, in Greco Ἶλος, è figlio di Troo re della Dardania.
A sua volta Troo è figlio del ricchissimo Erittonio e discendente nientemeno che di Zeus, Padre degli uomini e degli Dei; tra i suoi antenati egli può nominare anche la Pleiade Elettra.
La madre di Ilo è Calliroe, figlia a sua volta del Dio-fiume Scamandro.
Ilo non è l’unico figlio della coppia, ma generano anche:
- Cleopatra
- Assarco
- Ganimede
Il regno di Dardania
Il regno di Troo comprende la regione chiamata Dardania e la sua capitale omonima, così chiamate dall’eroe fondatore Dardano, di cui Troo discende.
Dardania non è una possente città con un palazzo come quelli che troviamo in Grecia e nelle isole in periodo Minoico o Miceneo, non è nemmeno difesa da mura possenti, ma si tratta in realtà di un insediamento con dimensioni modeste che racchiude alcuni templi e varie strutture.
Se t’interessa avere maggiori informazioni sui palazzi e in generale sulla storia dei Minoici e dei Micenei ti suggerisco le video-lezioni dedicate a questi due popoli.
Principalmente la ricchezza del regno proviene soprattutto dalle varie mandrie di bovini e ovini che vengono fatte pascolare in particolare sul monte Ida, ma anche l’allevamento dei cavalli ha la sua notevole importanza, sebbene il costo nel mantenimento non faciliti questo tipo di allevamento.
Erittonio il più ricco tra i mortali
Col passare del tempo e il favore degli Dei benevoli, questo regno trova il modo di arricchirsi, grazie anche alla sua posizione che gli permette un posto di primo piano nel commercio.
Ad esempio Erittonio – il padre di Troo – viene considerato come l’uomo più ricco tra tutti i mortali: infatti arriva ad avere 3000 cavalle.
Queste cavalle sono così splendide che Borea, il Dio del vento, volle accoppiarsi con alcune di loro.
La regione della Dardania incrementa anche la propria popolazione, dedita anch’essa all’allevamento e al commercio, tanto da formare nuclei di famiglie benestanti.
Il regno di Troo
Ganimede
Troo, come ricordato precedentemente, è sposato con Calliroe, e insieme generano diversi figli.
Tra questi Ganimede diventa un fanciullo di tale bellezza da essere considerato il mortale più bello dei suoi tempi.
Diversi personaggi delle regioni confinanti s’innamorano di lui.
Il ragazzo non si concede a nessuno, resistendo alle offerte dei vari pretendenti.
Ma tra i pretendenti c’è ne uno del quale Ganimede non ha alcuna possibilità di opporre resistenza: Zeus.
Il padre degli Dei e degli uomini fa parte infatti di coloro che si innamorano del ragazzo, e decide quindi di rapirlo.
Mentre il ragazzo è impegnato a pascolare il gregge paterno sul monte Ida, un aquila per ordine di Zeus lo rapisce e lo porta sull’Olimpo.
Secondo una variante l’aquila non è altro che lo stesso Dio così trasformatosi per compiere il ratto.
Tantalo
Al padre Troo viene riferito del rapimento del figlio Ganimede, ma nessuno è a conoscenza di chi ha compiuto tale gesto.
Ma il re non ha dubbi sull’autore del gesto.
Infatti tra i suoi confinanti c’è un sovrano già autore di molti misfatti, anche verso gli stessi Dei: Tantalo, re della Frigia.
La Prima guerra Teucri-Tantalidi
Troo ordina al suo figlio primogenito di punire il presunto colpevole.
Ilo quindi raduna un esercito con il quale invade la Frigia.
Inizia in questo modo una serie di conflitti che io chiamo Guerre Teucri-Tantalidi, ben quattro, che vede affrontarsi da una parte i discendenti di Teucro, e dall’altra i discendenti di Tantalo.
Gli autori antichi non hanno lasciato descrizioni su questo scontro, combattuto probabilmente con una forte presenza di fanteria armata di bronzo, e qualche carro da guerra già in uso nei popoli confinanti.
Le poche informazioni note sono appunto che al comando dell’esercito dei Dardani stava Ilo, mentre dalla parte del regno Frigio stava al comando il re Tantalo accompagnato dal figlio Pelope.
Ilo esce vincitore in questa guerra, e caccia dall’Asia Minore Tantalo e il figlio, che troveranno rifugio in Grecia portando con se molte ricchezze.
Il vero autore del ratto
Nonostante la vittoria e la cacciata di Tantalo, Troo non si da pace alla perdita del figlio del quale non vengono trovate traccie.
Zeus ha quindi pietà per quel padre, e manda come messaggero Ermes a rivelargli la verità.
Finalmente Troo apprende ciò che è accaduto.
Dopo aver rapito il giovane, Zeus – oltre a farne il proprio amante – lo rende immortale e lo nomina coppiere degli Dei con l’approvazione delle altre Divinità, tranne ovviamente quello di Era.
Come risarcimento del rapimento, Troo riceve da Zeus un dono che consiste in cavalli divini talmente veloci da poter correre sull’acqua, e con essi un tralcio di vite d’oro, opera di Efesto.
Ma i doni degli Dei non sempre sono di buon auspicio: infatti essi in futuro saranno causa di rovina per il re Laomedonte e per Euripilo, eroe dei Misi.
La fondazione di Troia
Un ricco premio
Dopo aver condotto l’esercito del padre in Frigia, la sorte riporta nuovamente Ilo in quella regione.
La Frigia ora è divisa in diversi regni, e uno dei suoi re – di cui non viene riportato il nome – organizza dei giochi, ai quali il giovane Ilo decide di partecipare.
Tra le varie competizioni organizzate, Ilo sceglie di partecipare alla lotta, uscendone vincitori.
Il premio è molto ricco, dato che consiste di una cinquantina di schiavi maschi ed altrettante schiave femmine.
Ma non basta.
Il sovrano Frigio – consigliato in precedenza da un oracolo – dona a Ilio anche una vacca maculata, suggerendogli di seguirla fino a quando si sarebbe fermata, e in quel punto insediarsi.
Ilo decide di dare ascolto al re, e lasciata libera la mucca la segue nel suo vagabondare.
Essa si incammina fino a quando arriva sulla Collina d’Ate – così chiamata perché in quel luogo era precipitata Ate, gettata dal cielo da Zeus – e qui finalmente si ferma.
La fondazione della città
Ilo si insedia in quel punto con i giovani che ha ricevuto come premio, ma rimane dubbioso.
Essendo a conoscenza del perché quella collina ha questo nome, Ilo teme che essa non sia benvista dagli Dei come possibile luogo per fondare una nuova città.
Decide di pregare Zeus affinché gli mandi un segno di approvazione per la scelta di questa collina per la fondazione che è intenzionato a fare.
Il giorno dopo l’invocazione, uscito dalla propria tenda, Ilo trova la statua del Palladio, giunta li dopo essere precipitata dal cielo.
Felice del segno Ilo interpreta l’accaduto come una risposta positiva di Zeus, e fa erigere attorno alla statua il tempio di Atena, dando inizio in questo modo alla fondazione della città.
All’insediamento Ilo da il nome di Troia, in onore del padre ancora in vita, e da il via alla realizzazione degli edifici di cui lui e la sua gente ha bisogno.
In seguito la città verrà anche chiamata Ilio, in onore del suo fondatore, mentre la regione attorno a Troia e la regione della Dardania da allora verranno chiamate Troade, in onore del padre di Ilo, Troo.
Ilo sposa Euridice, figlia di Adrasto, e con lei genera tre figli:
- Laomedonte,
- Temista,
- Telecleia.
L’eredità di Troo
La rinuncia al trono di Dardania
Alla morte del padre, Ilo come primogenito ha diritto di ereditarne il regno, unificando in questo modo sotto il suo scettro l’intera Troade.
Il re troiano sceglie invece di concentrarsi sulla città edificata con le sue mani, convinto dell’importanza dell’oracolo che ne aveva profetizzato la fondazione.
Inoltre egli è anche in possesso dell’effige della Dea Atena caduta dal cielo.
Ilo scegli quindi di rinunciare al trono del padre.
Il trono di Dardania e il governo di quelle terre vengono quindi assegnate al fratello di Ilo, Assaraco, che saprà nel tempo dimostrarsi un buon governante.
Una rinuncia fittizia?
La scelta di Ilo di cedere il trono di Dardania si rivela nei fatti solo una rinuncia parziale.
Ilo è pur sempre il figlio primogenito, e il suo progetto è quello di rendere la città da lui stesso fondata la capitale di un potente regno.
Per questo motivo al momento della morte del padre e nella spartizione delle sue ricchezze, Ilo prende per se la parte migliore del regno del padre, che di certo non è l’insediamento pastorizio di Dardania.
Infatti non esita a prendersi la parte più consistente delle ricchezze del padre, come i cavalli divini e il tralcio di vite d’oro: i doni di Zeus che erano stati dati a Troo come risarcimento per il ratto di Ganimede.
Anche buona parte delle greggi paterne rientrano nell’eredità a cui egli non rinuncia, lasciandone comunque la giusta parte al fratello.
Infine ridefinisce i confini della Dardania, annettendo parte del territorio che fu del padre.
Parte della popolazione del vecchio insediamento probabilmente si trasferiscono nella nuova città – soprattutto nobili e commerciante – in considerazione della posizione strategica della città di Ilio che domina la pianura dello Scamandro e il mare dinanzi.
Ilo rende Troia protagonista della regione
Grazie a queste ponderate scelte Ilo trasforma l’ancor giovane città di Troia nell’entità principale della regione:
- è aumentata la popolazione del suo regno;
- ha ampliato il dominio del suo territorio;
- tra i suoi cittadini può contare un certo numero di nobili e commercianti;
- ha aumentato le sue ricchezze personali;
- ha moltiplicato i capi di bestiame;
- ha reso la Dardania un regno subalterno.
Ilo ha giocato bene le carte a disposizione, ed ora passa al prossimo step.
Alleanze strategiche
Conclusa la fase di rafforzamento regionale della propria città, Ilo passa alla seconda fase: creare forti alleanze.
Nella Troade
Per evitare di avere conflitti direttamente alle porte di casa, Ilo sceglie di rafforzare il legame con il regno fraterno.
Il Troiano fa convolare a nozze la figlia Temista col nipote Capi, figlio di Assarco.
Questa scelta rafforza ulteriormente la posizione del Troiano in confronto al seggio Dardanico.
Zeleia
Non ci sono testimonianze sui rapporti di Ilio con Carcabo, il fondatore della città indipendente di Zeleia nella Troade, avvenuta durante il regno di Troo.
Ma quasi sicuramente il rapporto tra le due città è di buon vicinato.
Cilla
Quasi sicuramente Ilo conquista o comunque porta nella propria influenza la città di Cilla.
Questa città si trova in una contrada della Troade, e in precedenza venne fondata e governata da Cilla, auriga di Pelope.
Questo sovrano-auriga morì annegato durante un viaggio verso la Grecia mentre seguiva Pelope.
Regni esterni
Frigia
I sovrani della Frigia non possono che guardare in modo favorevole verso colui che gli ha tolto dai piedi un corregionale scomodo come Tantalo.
Questo legame tra i due popoli durerà a lungo, e lo dimostra l’intervento di Priamo a favore dei re Frigi durante la Battaglia del fiume Sangario.
E Frigi saranno presenti come alleati di Priamo alla Guerra di Troia.
Tracia
Ilo comprende che non può soffermarsi ad aumentare la propria zona di influenza solo nella Troade e i vicini della terra ferma.
Sposta quindi lo sguardo sulle terre del continente europeo dove vivono i Traci.
I Traci non sono un unico popolo governato da un solo re, ma essi sono divisi in diversi popoli posizionati in diverse regioni.
Nella parte occidentale della Tracia e che guarda al mare governa il regno un giovane Cisseo.
Ilo ha la possibilità di legarsi con questo monarca e la sfrutta: l’altra sua figlia, Telecleia, va infatti in sposa al Trace.
La scacchiera messa alla prova
Ilo ha ben posizionato i suoi pezzi nella scacchiera dell’Asia Minore, con scelte ben oculate per rendere Troia il fulcro di quelle terre.
Il rafforzamento della sua leadership nella Troade, e il legame di alleanze fuori dai suoi confini, hanno reso la città di Ilio la protagonista principale della regione.
Ben presto tutto il suo lavoro viene messo alla prova dalla Seconda guerra Teucri-Tantalidi.
La Seconda guerra Teucri-Tantalidi
Pelope non ha mai abbandonato la voglia di rivincita contro coloro che lo hanno esiliato.
Suo padre Tantalo è morto senza riuscire ad ottenete la propria vendetta, aumentando ancor di più in Pelope il desiderio di riconquistare il regno perduto.
Giunto in Grecia con le ricchezze che possedeva, Pelope è riuscito ad impossessarsi di un nuovo regno.
Rafforzato il suo nuovo potere nella penisola greca, inizia ad organizzarsi per la vendetta.
Quando riesce a creare un armata, Pelope si sposta in Asia Minore e invade la Lidia con il suo esercito.
Ilo non si fa trovare impreparato: a sua volta organizza un forte esercito e si mette in marcia contro l’avversario prima che questo riesca a prendere possesso di una solida base.
I due eserciti si scontrano, e nuovamente la vittoria sorride a Ilo e ai suoi uomini: lo sconfitto Pelope non può far altro che tornare in Grecia amareggiato.
Pelope alla guerra di Troia
Infine Pelope farà nuovamente ritorno nella Troade, ma non da vivo.
Durante la Guerra di Troia che vede contrapposti Priamo e gli Achei guidati da Agamennone, un oracolo rivela che per conquistare la città, i Greci avrebbero dovuto riportare in Frigia le ossa di Pelope.
Venuti a conoscenza di questo oracolo, i Greci riescono ad esaurirlo, riportando la scapola di Pelope proprio a Troia.
Ilo il giovane, fondatore di Troia
Ilo il Giovane ha fondato la sua città, ha creato un suo regno, è stato in grado di aumentate le proprie ricchezze, si è attivato di stringere una serie di alleanze, e infine ha battuto l’avversario più temibile.
Ilo il Giovane, il fondatore di Troia.
L’eredità di Ilo
La vita ha sorriso a questo personaggio della mitologia Greca, gli Dei sono stati benevoli con lui e il suo regno onora il suo operato.
Quando Ilo muore lascia in eredità al figlio Laomedonte un potente regno in crescita.
E il suo popolo, i Troiani, in suo onore chiamano la città Ilio.
Non solo.
Per riconoscenza costruirono in onore del loro fondatore un grande tumulo di fronte alle porte della città.
Un tumulo che avrà un peso sul destino della città: un successivo oracolo – la storia di Troia è costellata di oracoli – rivelerà che per poter conquistare la città, il tumulo di Ilo dovrà essere demolito.
Questa è la storia di un giovane erede di un insediamento pastorizio che fondò un potente regno.
L’autore dell’articolo

Davide Bugatti
Autore
Ideatore e il fondatore del progetto Wilusa, oltre a gestire il sito principale – www.wilusa.it – gestisce ed è autore di articoli divulgativi del sito www.guerraepace.it facente sempre parte del progetto.
Appassionato di mitologia e di storia antica.
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